ECUADOR
In Ecuador
la privatizzazione dell’acqua ha inizio nel 1998
Alberto Acosta
In Ecuador, possiamo parlare di un enorme processo di concentrazione dell'acqua in poche mani. Come avviene in molte parti del mondo, viviamo l'era del bottino dell'acqua… i gruppi di potere sono riusciti ad ottenere un quadro normativo e l'esecuzione di varie politiche che assicurano a loro favore la concentrazione dell'acqua e la terra
Ecuador
In Ecuador, dove “la gestione pubblica delle risorse idriche era una realtà efficiente”,[1] la privatizzazione dell’acqua ha inizio nel 1998 quando, in Costituzione, viene stabilito che l’acqua potabile e di irrigazione, nonché i servizi connessi con la sua utilizzazione possono: “…essere forniti direttamente o per delega a società miste o private, mediante la concessione, associazione, capitalizzazione, trasferimento di proprietà azionaria o qualsiasi altra forma contrattuale”.[2]
L’11 aprile 2001 nella città di Washington D.C., presso la sede della Banca interamericana di sviluppo, viene firmato il contratto di concessione integrale dei servizi di acqua potabile e di risanamento nella città di Guayaquil, ad Interagua Cia. Ltda della durata di 30 anni. L’obiettivo del programma di concessione al settore privato, secondo quanto stabilito nel contratto, era “(…) Migliorare la prestazione dei servizi di acqua potabile e rete fognaria del cantone di Guayaquil, attraverso una concessione di lungo termine al settore privato”.[3]
Anche in questo caso si riscontrano gravi inadempienze ed irregolarità nella gestione:[4]
- tariffe d’acqua e rete fognaria considerate soggettive, eccessive, illegali, illegittime e che colpiscono i più poveri, con tagli di acqua a residenti a basso reddito per mancato pagamento;[5]
- basso investimento di fondi propri;[6]
- bassa percentuale di trattamento di acque erogate;[7]
- inefficienza nel processo di distribuzione dell’acqua e nella riscossione;[8]
- non-adempimento degli obblighi contrattuali per la riabilitazione e l’estensione dei servizi, in particolare ai residenti a basso reddito;[9]
- discutibili benefici e relazioni;[10]
- l’ente regolatore ECAPAG non ha adempiuto con una supervisione efficace e responsabile della concessionaria.[11]
Nonostante i problemi sorti, i processi subiti – per l’inquinamento dell’acqua, l’aumento delle tariffe, i recuperi indebiti, la sospensione del servizio, i danni a terzi per lavori compiuti, ecc. – e i ripetuti inadempimenti contestati dall’ente regolatore,[12] le autorità confermano la concessione.
Dopo soli sette anni la concessione si rivela un fallimento e uno dei paesi più ricchi di acqua al mondo entra in crisi: “In Ecuador, possiamo parlare di un enorme processo di concentrazione dell’acqua in poche mani. Come avviene in molte parti del mondo, viviamo l’era del bottino dell’acqua… i gruppi di potere sono riusciti ad ottenere un quadro normativo e l’esecuzione di varie politiche che assicurano a loro favore la concentrazione dell’acqua e la terra.[13]
Il saccheggio dell’acqua è avvenuto, principalmente, in due modi:
- attraverso concessioni o autorizzazioni rilasciate dallo Stato che superano la disponibilità del flusso delle fonti, mentre l’investimento pubblico in sistemi di irrigazione è stato orientato a favorire le terre nelle mani di grandi proprietari terrieri;[14]
- attraverso una legislazione che permette alle imprese di pagare un prezzo ridicolo per l’acqua, e a pagare meno sono proprio le attività più inquinanti, quando lo pagano. Infatti, secondo dati del CNRH (Consejo Nacional de Recursos Hídricos) i grandi produttori non pagano o pagano quasi nulla per l’acqua che utilizzano. Il 70% dell’acqua è utilizzata illegalmente.[15]
Oltre a ciò, l’implementazione di processi industriali, attività estrattive intensive petrolifere e minerarie, la produzione di energia elettrica, la produzione intensiva ed estensiva agricola e di agroesportazione, hanno prodotto la distruzione delle foreste e degli ecosistemi vitali per il mantenimento del ciclo idrologico. Tutto ciò non solo ha limitato l’accesso all’acqua per il consumo umano, ma ha anche modificato la vita acquatica e ha provocato la scomparsa e/o avvelenamento di specie che servivano per alimentazione delle popolazioni vicine a queste attività.[16] Secondo dati ufficiali, la maggioranza dei fiumi sotto i 2.000 metri sono contaminati e le acque non sono idonee al consumo umano.[17] Nella Amazzonia ecuadoregna, l’inquinamento è causato dall’attività estrattiva delle industrie petrolifere e minerarie, responsabili dell’aumento di malattie legate all’inquinamento da metalli pesanti.[18]
In Ecuador è in atto un processo di distruzione accelerato delle fonti di acqua, foreste e brughiere che le commissioni di Studio di Impatto Ambientale (EIA[19]) non sono riuscite ad impedire perché la loro attività è ridotta ad una formalità burocratica che presenta quasi sempre le seguenti caratteristiche:
- non sono studi obiettivi;
- sono incompleti;
- sono redatti per un pugno di consulenti direttamente connessi alle imprese;
- forte interesse a sottovalutare gli impatti ambientali;
- non esistono controlli di qualità sulle relazioni che realizzano i consulenti;
- non menzionano gli impatti ambientali di altri progetti.[20]
A fronte di questo disastro l’Ecuador reagisce. Nascono movimenti a difesa dell’ambiente e dell’acqua che si battono contro le imprese che provocano inquinamento delle fonti idriche, la distruzione degli ecosistemi e che utilizzano grandi quantità di acqua, e vincono.
Nel 2008, grazie alla mobilitazione della società – “… va rilevato che il contributo delle organizzazioni della società civile impegnate da molti anni con la difesa dell’acqua… ha consentito di consolidare una posizione forte… anche per la formulazione stessa dei testi costituzionali”[21] – l’Ecuador emana una nuova Costituzione che si fonda sul recupero di spazi di sovranità sacrificati sull’altare del mito del libero mercato: la sovranità idrica, la sovranità alimentare, la sovranità energetica, la sovranità economica, ecc.
La Costituzione di Montecristi, nel 2009, è stata definita dalla Federazione Internazionale Servizi Pubblici, con sede a Parigi, una delle più avanzate del momento, ed una delle ragioni riguarda proprio la tutela della preziosa risorsa. Il diritto all’acqua, e la difesa delle risorse idriche, appaiono in diverse sezioni della Costituzione.
Ricordiamone alcuni articoli.
Arte. 12
Il diritto umano all’acqua è fondamentale e irrinunciabile. L’acqua costituisce patrimonio nazionale strategico di uso pubblico, inalienabile, imprescrittibile, irrinunciabile ed essenziale per la vita.
Arte. 32
La salute è un diritto garantito dallo Stato, la cui realizzazione è legata all’esercizio di altri diritti, tra i quali il diritto all’acqua, all’alimentazione, all’educazione, alla cura del fisico, al lavoro, alla sicurezza sociale, ad ambienti sani ed altri diritti alla base del buon vivere
Art. 66, comma 2
Saranno riconosciuti e garantiti alle persone… Il diritto ad una vita dignitosa, che assicuri salute, alimenti, acqua potabile, abitazione, salute ambientale, educazione, lavoro, riposo e tempo libero, attività fisica, vestiario, sicurezza sociale ed altri servizi sociali essenziali.
Art. 281, comma 4
La sovranità alimentare costituisce un obiettivo strategico e un obbligo dello Stato per garantire che persone, comunità, popoli e nazionalità raggiungano l’autosufficienza di alimenti sani e culturalmente appropriati in maniera permanente. A questo fine, sarà responsabilità dello Stato…Promuovere politiche redistributive che consentano l’accesso dei contadini alla terra, all’acqua e alle altre risorse produttive.
Arte. 282
Lo Stato regolerà l’uso e l’accesso alla terra che dovrà svolgere una funzione sociale e
ambientale. Un fondo nazionale per la terra, stabilito dalla legge, regolerà l’accesso equo dei contadini e delle contadine alla terra.
Si proibisce il latifondo e la concentrazione della terra, così come l’accaparramento o la
privatizzazione dell’acqua e delle sue fonti.
Lo Stato regolerà l’uso e la gestione dell’acqua irrigua per la produzione di alimenti, nel rispetto dei principi di equità, efficienza e sostenibilità ambientale.
Arte. 313
Lo Stato si riserva il diritto di amministrare, regolare, controllare e gestire i settori strategici, nel rispetto dei principi di sostenibilità ambientale, precauzione, prevenzione, efficienza. I settori strategici, di decisione e controllo esclusivo dello Stato, sono quelli che per importanza e dimensione hanno una decisiva influenza economica, sociale, politica o ambientale, e dovranno orientarsi al pieno sviluppo dei diritti e all’interesse sociale.
Arte. 318
L’acqua è patrimonio nazionale strategico di uso pubblico, di dominio inalienabile e imprescindibile dello Stato, e costituisce un elemento vitale per la natura e per l’esistenza degli esseri umani. Si proibisce qualsiasi forma di privatizzazione dell’acqua. La gestione dell’acqua sarà esclusivamente pubblica o comunitaria. Il servizio pubblico di bonifica, il rifornimento di acqua potabile e l’irrigazione saranno erogati unicamente da persone giuridiche statali o comunitarie. Lo Stato rafforzerà la gestione e il funzionamento delle iniziative comunitarie in merito alla gestione dell’acqua e l’erogazione dei servizi pubblici, attraverso l’incentivo di alleanze tra il pubblico e il comunitario per la prestazione dei servizi. Lo Stato, mediante l’autorità unica dell’acqua,sarà il diretto responsabile della pianificazione e della gestione delle risorse idriche destinate al consumo umano, all’irrigazione che garantisca la sovranità alimentare, ai flussi idrici ecologici e alle attività produttive, in quest’ordine di priorità. L’acqua è patrimonio nazionale strategico di uso pubblico, dominio inalienabile e imprescrittibile dello Stato, e costituisce un elemento vitale per la natura e per l’esistenza degli esseri umani. È vietata qualsiasi forma di privatizzazione dell’acqua. La gestione dell’acqua è esclusivamente pubblica o comunitaria. Il servizio pubblico di risanamento, l’approvvigionamento di acqua potabile e l’irrigazione saranno forniti unicamente da persone giuridiche statali o comunitarie.Lo Stato rafforzerà la gestione e il funzionamento delle iniziative comunitarie in merito alla gestione dell’acqua e la prestazione dei servizi pubblici, tramite l’incentivo di alleanze fra pubblico e comunitario per la prestazione di servizi. Lo Stato, attraverso l’autorità unica dell’acqua, sarà il responsabile diretto della pianificazione e gestione delle risorse idriche che sono destinate al consumo umano, irrigazione che garantisca la sovranità alimentare, flusso ecologico e attività produttive, in questo ordine di importanza. Sarà richiesta l’autorizzazione dello Stato per l’approvvigionamento di acqua a fini produttivi da parte dei settori pubblico, privato e dell’economia popolare e solidale, in accordo con la legge.incentivo di alleanze fra pubblico e comunitario per la prestazione di servizi. Lo Stato, attraverso l’autorità unica dell’acqua, sarà il responsabile diretto della pianificazione e gestione delle risorse idriche che sono destinate al consumo umano, irrigazione che garantisca la sovranità alimentare, flusso ecologico e attività produttive, in questo ordine di importanza. Sarà richiesta l’autorizzazione dello Stato per l’approvvigionamento di acqua a fini produttivi da parte dei settori pubblico, privato e dell’economia popolare e solidale, in accordo con la legge.incentivo di alleanze fra pubblico e comunitario per la prestazione di servizi. Lo Stato, attraverso l’autorità unica dell’acqua, sarà il responsabile diretto della pianificazione e gestione delle risorse idriche che sono destinate al consumo umano, irrigazione che garantisca la sovranità alimentare, flusso ecologico e attività produttive, in questo ordine di importanza. Sarà richiesta l’autorizzazione dello Stato per l’approvvigionamento di acqua a fini produttivi da parte dei settori pubblico, privato e dell’economia popolare e solidale, in accordo con la legge.flusso ecologico e attività produttive, in questo ordine di importanza. Sarà richiesta l’autorizzazione dello Stato per l’approvvigionamento di acqua a fini produttivi da parte dei settori pubblico, privato e dell’economia popolare e solidale, in accordo con la legge.flusso ecologico e attività produttive, in questo ordine di importanza. Sarà richiesta l’autorizzazione dello Stato per l’approvvigionamento di acqua a fini produttivi da parte dei settori pubblico, privato e dell’economia popolare e solidale, in accordo con la legge.
La costituzione ecuadoregna è una delle poche al mondo che stabilisce che l’acqua è un diritto umano fondamentale e irrinunciabile. In quanto diritto umano è stata così superata la visione commerciale dell’acqua e si è ripresa quella di “utente”, vale a dire quella del cittadino in luogo del cliente, che si riferisce solo a chi può pagare.[22]
Ma non solo. La costituzione comprende una definizione nuova e visionaria che dichiara l’acqua patrimonio nazionale strategico di uso pubblico, ne vieta esplicitamente la sua privatizzazione e stabilisce che la sua gestione è riservata ad enti pubblici e comunitari.
A raccontarci l’importanza di definire l’acqua patrimonio strategico è Alberto Acosta, economista ecuadoriano e presidente dell’Assemblea costituente: Si è introdotto il concetto di patrimonio, che va molto al di là della definizione di “bene”, per liberare l’acqua dalle pressioni del mercato e dalla speculazione.
L’acqua non può essere assunta come un servizio ambientale che può essere messo sul mercato. Questo è uno dei temi centrali. Parlare di patrimonio è pensare a lungo termine, perché il patrimonio culturale è qualcosa che deve essere garantito per le future generazioni. Si può usufruire del bene, usare il bene, pagare per l’uso del bene; ma quando si tratta di un patrimonio, per utilizzarlo si deve garantire la possibilità di legarlo alle prossime generazioni. Parlare di patrimonio, in questo caso, significa garantire i cicli vitali dell’acqua e dei suoi vari usi o valori: ambientali, sociali, culturali, economici, ossia obbliga la difesa di tali risorse per il proprio valore, indipendentemente dalla loro utilità commerciale. L’idea di patrimonio, in questo senso, vuole disarmare il concetto di “capitale idrico”, che vede l’acqua semplicemente come uno strumento del processo produttivo, o come “capitale naturale” che sta alla base della mercificazione della natura.
Purtroppo, gran parte della popolazione ha perso il controllo e la visione integrale dell’acqua. Si è ceduta la sua gestione, in molti casi a imprese con fini di lucro che non necessariamente vegliano sulla salute dell’acqua e nemmeno perché il suo ciclo vitale venga mantenuto. Ma agli esseri umani deve essere garantito il diritto di accedere all’acqua: quantità e qualità sono aspetti fondamentali.
Ecco perché l’erogazione di questo servizio spetta allo Stato. Per l’impresa privata il concetto di servizio è condizionato dalla redditività. Garantire il diritto all’acqua presuppone, allora, di assicurare il controllo statale dei servizi.
L’acqua, essenziale per la vita, è inoltre una componente fondamentale della natura, che ha diritti propri ad esistere e a mantenere i suoi cicli vitali.
In quanto componente della natura, è stata riconosciuta nella Costituzione di Montecristi l’importanza dell’acqua come essenziale per la vita di tutte le specie. Questo significa che gli obiettivi economici devono essere subordinati alle leggi di funzionamento dei sistemi naturali. Non si può vedere il legno, le banane, i minerali, il sottosuolo, l’acqua stessa solo come merci o come risorse che devono essere sfruttate, perché questa sarebbe una visione molto simile alla visione dei trafficanti di schiavi.
Questa è una posizione avanzata, non solo in Ecuador, ma nel mondo.
Purtroppo, come ci rivela il prof. Acosta, anche in Ecuador l’applicazione dei principi costituzionali è estremamente difficile: “La Costituzione del 2008 è diventata lettera morta, soprattutto in quegli aspetti che cercavano di approfondire la democrazia, e cambiare strutturalmente il modello di società ed economia, mentre ci sono forze politiche che propongono di cambiarla.”[23]
[1] Alberto Acosta e Esperanza Martinez, Acqua: un diritto umano fondamentale (edizione spagnola). Edizioni africane, 2010.
[2] Ibid.
[3] Ibid.
[4] Ibidem. Ministerio de Desarrollo Urbano y Vivienda (MIDUVI), Ministero dello Sviluppo urbano e dell’edilizia abitativa. Audit completo alla società concessionaria dell’acqua nella città di Guayaquil: Interagua. No. 4086. SAPSYRS-MIDUVI-2009.
[5] Ibidem. Fin dall’inizio della concessione delle tariffe sono aumentate del 167 per cento.
[6]Ibidem. MIDUVI. Audit completo alla società concessionaria dell’acqua nella città di Guayaquil: Interagua. No. 4086. “Il costo del Capitale di investimenti netti comprende gli investimenti realizzati con l’ottenimento di fondi pubblici, quali l’ICE, trasferimenti di ECAPAG, contributo di miglioramenti e apporti comunali” (MIDUVI PAG. 12). “Per quanto riguarda gli investimenti con fondi propri di Interagua concludiamo che in tre anni ha investito solo il 39% di quanto programmato per questo quinquennio. Le entrate per fognature riscosse sono di 160.543.167 dollari, e sono stati investiti solo 43.165.806,54 dollari, ciòè 28%. (MIDUVI p. 14). Lo Stato ecuadoriano, il comune di Guayaquil e gli utilizzatori e utilizzatrici continuano ad investire nell’acqua e nella rete fognaria di Guayaquil,mentre la società privata lucra con i profitti, guadagni ed eccedenze che genera”.
[7] Ibidem. MIDUVI. Audit completo alla società concessionaria dell’acqua nella città di Guayaquil: Interagua. No. 4086. “È grave che finora solo il 11% per cento delle acque reflue ricevono depurazione…” (MIDUVI p. 6).
[8] Ibidem. MIDUVI. Audit completo alla società concessionaria dell’acqua nella città di Guayaquil: Interagua. No. 4086. “In Guayaquil si producono 354.530.521 metri cubi di acqua e vengono fatturate 122.596.497. Ciò significa appena il 34,6% di quanto prodotto”. La relazione base prevede che “Interagua si mostra inefficiente nella diminuzione delle perdite di acqua potabile mentre 73 consumatori maggiori a 500 m³ di acqua devono, solo nell’anno 2006 a Interagua USD 16.251.914 che figurano nel bilancio di Interagua come un accantonamento di conti inesigibili”.
[9] Ibidem. Nel 2007, Interagua si è vista infliggere una ammenda di un milione e mezzo di dollari e, nel 2008, un’ulteriore ammenda per un valore di oltre cinque milioni di dollari per inosservanze contrattuali.
[10] Ibidem. La relazione di UAP suggerisce alla soprintendenza di indagare “coloro che hanno contribuito a far ottenere la concessione del servizio pubblico di acqua potabile e di risanamento nella città di Guayaquil a International Water Services Interagua C. Ltda., e che, per questo, hanno ricevuto 175.000 dollari, oltre un onorario di 300.000 dollari annui per i primi 10 anni della concessione e, a partire dall’undicesimo anno riceveranno 150.000 dollari” (UAP, P.10).
[11] Ibid.
[12] Ibidem. MIDUVI. Audit completo alla società concessionaria dell’acqua nella città di Guayaquil: Interagua. No. 4086 “Negli otto anni vigenti della concessione, ECAPAG ha elevato 179 addebiti di infrazione alla concessionaria che hanno dato luogo a sanzioni pecuniarie” (MIDUVI p. 7).
[13] Ibid.
[14] Ibidem. IEDECA. “Analisi della distribuzione e gli usi dell’acqua in Ecuador. Relazione preliminare 2009. La popolazione contadina, soprattutto indigena, con sistemi comunali di irrigazione, rappresenta l’86% per cento degli utenti, ma ha accesso a solo il 13% del flusso. Mentre i grandi consumatori, che non rappresentano neanche l’1% di unità produttive, concentrano nelle loro mani il 67% del flusso d’acqua.
[15] Ibidem. I grandi agro esportatori pagano 1,84 USD/ha/anno, i piccoli produttori Ecuadoregni pagano 120 dollari/ ha/anno.
[16] Ana Maria Nuñez. L’optimum economico dell’uso di agrochimici nella produzione di palma africana. Caso Santo Domingo dei Colorado s. Facoltà di Economia della Pontificia Università Cattolica dell’Ecuador. Quito, Abya-Yala. 1998.
[17] Ibidem. Presentazione della relazione di attività del Segretariato Nazionale dell’acqua, 25 giugno 2009
[18] Miguel San Sebastian, Istituto di epidemiologia e salute Comunitaria “Manuel Amunarriz”. Relazione Yana curi. Impatto dell’attività petrolifera sulle popolazioni. E Miguel San Sebastian, Anna-Karin Hurtig. Cancro nella Amazonía dell’Ecuador. 1985-1998. Istituto di epidemiologia e salute Comunitaria “Manuel Amunarriz”. Medicus Mundi Guipuzcoa. CICAME. Coedición Abya Yala. 2da. Edizione. Quito, 2004.
[19] Studi di impatto ambientale, VIA.
[20] Alberto Acosta e Esperanza Martinez, 2010.
[21] Ibidem. “Altri attori, dentro e fuori Montecristi, difendevano chiari interessi particolari. Alcuni sostenevano la necessità della privatizzazione sostenendo la loro totale sfiducia nei confronti dello Stato, accompagnata da una subordinazione – non sempre pubblica – agli interessi privatizzati. Ricordiamo la pressione di Interagua, la società che ha privatizzato il servizio idrico a Guayaquil. I suoi interessi erano difesi dai suoi stessi rappresentanti, che erano costantemente nei corridoi dell’Assemblea, e persino da un paio di membri dell’assemblea e da qualche alto funzionario governativo. Questi gruppi hanno cercato di trovare una via d’uscita basata solo sul “diritto di accesso all’acqua”, per lasciare aperta la porta alla sua mercificazione, cioè alla sua privatizzazione”.
[22]Ibidem. La Costituzione di Montecristi ha cancellato i debiti di acqua di consumo umano agli abitanti in estrema povertà, e concesso l’amnistia per i difensori dei diritti della natura che, nella maggioranza dei casi, riguardavano proprio la difesa dell’acqua. Si trattava di accuse e procedimenti giudiziari per resistenza a progetti minerari, petroliferi, alla costruzione di sbarramenti sui fiumi, o alla distruzione delle foreste, ecc… E, ciò che è più eclatante, è che nel 90% le accuse provenivano da imprese. L’amnistia ha riconosciuto che, in tutti i casi presentati, le persone coinvolte erano “uomini e donne… che si erano mobilitati in difesa della vita, delle risorse naturali e l’ambiente” e che erano stati “oppressi, e poi processati, per reati politici e comuni, in alcuni casi da compagnie nazionali e straniere,in altri da intermediari, inclusi funzionari pubblici”. Il processo di amnistia ha stabilito che, in realtà, tutte queste persone stavano esercitando il loro “diritto a difendere le risorse naturali per raggiungere una vita dignitosa all’interno di un ambiente ecologicamente sano e libera di inquinamento”.
[23] https://oplas.org/sitio/2020/10/26/alberto-acosta-pensando-en-chile-la-constitucion-un-proyecto-de-vida-en-comun/?fbclid=IwAR0KQ8xnMeBJ8QpmKwpfEIZNewQctLx79hRNdjue82KL5J3CfP1PIUmpcG0